RifugioTrivena

Il Fronte della prima Guerra

Alla testata della Val di Breguzzo lungo le creste frastagliate tra quota 2900 e 3000 mt.correva durante la Grande Guerra il fronte occidentale dell'Impero Austro-Ungarico. Le foto che abbiamo ALLEGATO documentano in parte l'eccezionalità degli interventi di quel periodo e i numerosi resti che a oggi resistono dopo 80 anni. Lungo l'intero arco del fronte giacciono inoltre quattro affusti di cannone che proprio in questo agosto 2008 la nostra Provincia attraverso la Sovrintendenza alle Belle Arti ne ha iniziato un' attiva opera di ripristino.

I cannoni della Val di Breguzzo
di Dario Antolini - SAT Bondo Breguzzo

territorio pertinente, di proposte ai Gruppi ANA del nostro Mandamento,ai vari Consorzi di promozione turistica e al Parco Adamello Brenta senza mai alcun riscontro o concreta dimostrazione di interesse al riguardo. In un ennesimo discorso sulla Grande Guerra con Matteo circa due anni fa, lui mi propone : "Senti, la Sovrintendenza alle Belle Arti sta preparando un'indagine conoscitiva di quanto rimane a testimoniare il fu fronte della Guerra
La telefonata di Matteo Motter,circa alla metà di luglio, mi lascia piacevolmente sorpreso ma ancora inevitabilmente poco convinto. Un intervento ufficiale da parte della Sovrintendenza esclusivamente rivolto al ripristino di alcune parti più significative e maggiormente conservate di quello che fu il fronte Austro-Ungarico in Val di Breguzzo durante la Grande Guerra. Vent'anni di richieste insistenti ai Comuni del

Estate 2008 - La postazione di fucileria prima dell'intervento di recupero
Estate 2008 - La postazione di fucileria prima dell'intervento di recupero

Estate 2008 - Resti di passerelle sottese alle guglie dei Crepér di Trivena
Estate 2008 - Resti di passerelle sottese alle guglie dei Crepér di Trivena

esplorazione di quanto conosco fin da bambino e di cui anno dopo anno vedo l'inevitabile degrado all'avvicendarsi delle stagioni. Ma questa volta, oltre a quel senso di malinconia ed impotenza che mi pervade inevitabilmente quando osservo quei resti, c'è in me un filo di speranza. Forse questa volta ci siamo.
Tralascio piazzole sostenute tenacemente da muri a secco costituiti da massi enormi incredibilmente messi in opera dalla forza delle nude mani. Ruderi di casermette in sassi di granito squadrati perfettamente a mo di mattoni pieni. Il sentiero che di osservazione. Numerose travi sospese tra una guglia e l'altra a testimoniare (come si può accertare da alcune foto d'epoca), come un ininterrotto "corridoio" sospeso ed ancorato alle rocce collegava in tutta la sua lunghezza l?inaccessibile linea di difesa del fronte. Mi sono arrampicato sulle guglie più alte per rivedere tratti di questi "corridoi" e ripercorrerne alcuni pezzi ormai pericolanti pensando che forse sarò stato l'ultima persona a farlo.
Ho messo tutto su un CD, come si conviene ai nostri tempi, ed ho consegnato al Comitato Storico della SAT nelle mani di Matteo. Questo
Bianca nelle zone Cavento ? Passo di S. Valentino. Da quanto mi ripeti ormai da anni, so che anche in Val di Breguzzo permangono eccezionali testimonianze, impresse sulle montagne che fungevano da fronte di prima linea. Raccogli qualche testimonianza fotografica dello stato attuale che la mostro all'Architetto?. Detto fatto. Mi sono trasferito un paio di giorni al "fronte" con la mia piccola digitale. Ho iniziato da ovest alle massicce trincee delle Porte di Danerba, fino agli ultimi sentieri di arroccamento nei pressi della Bocca del Cop di Casa. Un'ennesima da ovest a nord-est per lunghi tratti presenta una massicciata di calpestio da far invidia ad opere stradali dei nostri tempi. Mi concentro e fotografo quanto secondo me più significativo. L'affusto del cannone Mod. 1880 da 120 mm e gli altri tre affusti delle canne da 75 mm. Tutti, fatti precipitare dai "recuperanti" dalle loro aeree postazioni nell'intento di demolire e recuperare le bocche da fuoco di bronzo. I più arditi sentieri di arroccamento con gradini in unici blocchi di granito posati con eccezionale maestria, che salgono verso le guglie affilate ( i "Creper di Trivena") ai vari punti

Estate 2008 - Scala e ballatoi verso il Cop di Casa
Estate 2008 - Scala e ballatoi verso il Cop di Casa

entrambi dei Bacini Montani della PAT. Breve consulto per decidere gli obiettivi dell?esplorazione. Il tempo di infilare gli scarponi e ci troviamo già in volo verso la B.ca del Cop di Casa. La squisita disponibilità di Rosati ci consente di ruotare attorno alle guglie per osservare incredibilmente da vicino quei corridoi sospesi e ancorati alle rocce. Riconosco ancora immutati la scala ed i ballatoi percorsi ormai tre anni fa. Guido il pilota alla ricerca del primo affusto nei pressi della Bocc.ta dei Cacciatori e all'osservazione della stupenda postazione di fucileria ancora rivestita in legno in una gabbia di cemento
stavo rimuginando, allorché l'inconfondibile rumore di un elicottero che si avvicinava rapidamente alla piazzola di atterraggio di Trivena, mi riporta alla realtà quel 23 luglio mattina in una stupenda giornata serena. Ancora incredulo accolgo equipaggio e passeggeri. Riconosco Matteo che sorridente avvicinandosi mi dice :"Visto" Siamo qui per il sopralluogo preliminare?. L'unica persona che conosco oltre a Matteo è il bravissimo pilota Rosati che ho avuto fortunata opportunità di conoscere in altra occasione. Mi vengono presentati il geom. Ducati Ettore ed il capo squadra Tonini Giuliano

Estate 2008 - Le grandi trincee alle Porte di Danerba prima dell?intervento di recupero
Estate 2008 - Le grandi trincee alle Porte di Danerba prima dell'intervento di recupero

tornando a prenderci ed in pochi minuti siamo di nuovo al Rifugio Trivena. Sono ancora frastornato e incredulo quando Ettore mi fa firmare la "convenzione" per il BIM circa i costi della pensione per gli operai che alloggeranno al nostro Rifugio durante i lavori. E' tornato il silenzio dopo che il rombo dell'elicottero si è allontanato lasciando voce solo al torrente ed ai campanacci delle mucche.
Guardo mia moglie con occhi che sprizzano gioia e soddisfazione : "questa volta è proprio vero! Hanno già fissato la data di inizio lavori".
Non c'è tempo da perdere. Telefono a Battista ( titolare della "Carpenteria F.lli Amistadi" di Roncone) perché procuri quattro travi in ferro delle dimensioni necessarie a sostenere un peso di almeno 20 quintali. Contatto alcuni ragazzi volonterosi del Gruppo SAT Bondo e Breguzzo per avere la loro disponibilità durante il periodo dei lavori in quota. Oltre a Battista danno la loro disponibilità Riccardo, Virgilio, Luigi, Massimo e Claudio. Venerdì primo agosto l'elicottero inizia in quota a trasferire le attrezzature del BIM dal cantiere del Carè Alto alle Porte di Danerba. Sabato 2 agosto trasporto con il mio trattore le travi in ferro dal parcheggio di Ponte Pianone alla Conca Trivena. Lunedì quattro agosto alle nove di mattina sono già alla postazione del cannone da 120 con la squadra degli operai del BIM.
Con eccezionale abilità vincendo la
armato. A nord-ovest del Passo Breguzzo in un volo radente sopra la distesa degli enormi macigni di granito della Val Cop individuiamo il secondo affusto. Ora, come in un immaginario ascensore panoramico ci scorrono davanti vertiginose e frastagliate le placche granitiche del passo Breguzzo scomparendo sotto i nostri piedi. Via verso le Cime di Danerba per osservare alla naturale sella formata dalle stesse cime l'enorme piazzola che ospitava il cannone da 120.
Cento metri più in basso indico al pilota la piazzola che fungeva da arrivo della teleferica di Danerba. Dolcemente il velivolo vi appoggia i suoi pattini e appena scesi, in pochi secondi ci troviamo in un silenzio irreale a 2800 mt. di quota. Risaliamo alla piazzola in alto osservando da vicino l'enorme affusto del cannone del peso di 1600 Kg. Poco distante, già legati da un cordino metallico pronti per essere agganciati, i due mozzi delle ruote del peso ciascuno di almeno 70 Kg.. Ettore e Giuliano si consultano e stilano una nota dei materiali necessari per gli interventi di consolidamento della postazione e di recupero dell'affusto.
Scendiamo lungo il sentiero militare fino alle Porte di Danerba individuando parecchi punti ai quali metter mano per ripristinare o consolidare.
Si decide di intervenire anche alle "finestre" dell'enorme trincea in pietra parzialmente crollate. E? già passata un'ora. L'elicottero sta

Estate 2008 - Ultimi metri del recupero del grosso affusto di cannone da 120 mm.
Estate 2008 - Ultimi metri del recupero del grosso affusto di cannone da 120 mm.

Estate 2008 - Si agganciano e vengono portati a valle i mozzi delle ruote del cannone per il restauro
Estate 2008 - Si agganciano e vengono portati a valle i mozzi delle ruote del cannone per il restauro e l'esile telaio montato dai volontari durante il primo tentativo di recupero, sostituito dalla massiccia struttura delle squadre del BIM

grosse ruote ricavandone il diametro dai pezzi originali. Michele Antolini nell'officina del bisnonno, artigiano forgiatore di sesta generazione, con l?aiuto del sottoscritto avvolgerà sulle ruote in legno le "lame" in ferro.
Infine sarà compito di Battista con l'aiuto di Luigi e Virgilio preparare la finta "bocca da fuoco" che completerà il pezzo in batteria. Ecco, è stata agganciata e riportata a valle anche la nostra impalcatura che avevamo montato due anni fa quando
forza scatenata del vento da ovest, Dario, pilota della "Lagorair", sgancia una dopo l'altra le casse delle attrezzature, le travi di ferro, i fasci dei tubi metallici per la costruzione dell'intelaiatura cui agganciare il "Tir Fort"per il traino dell'affusto.
Tornano a valle i due mozzi delle grosse ruote delle quali abbiamo un paio d'anni fa trovato segmenti della circonferenza e raggi in legno. I fratelli Ferrari della Carpenteria in legno costruiranno attorno ai mozzile

Estate 2008 - La riconsolidata piazzola con i cannoni restituiti al luogo d?origine
Estate 2008 - La riconsolidata piazzola con i cannoni restituiti al luogo d'origine

sottoscritto facente anche funzione di organizzatore-coordinatore, si sono susseguiti in questi anni Diego, Dario, Enrico, Luciano, Michele, Mauro, Beniamino, Gianluca, Alessandro, Andrea, Giacomo, Gian spero di non aver dimenticato nessuno. Saranno contenti quando spiegherò loro con quali mezzi è stato portato a termine il nostro lavoro iniziato con tanta caparbietà e poche possibilità. Quanto freddo in quelle giornate di novembre con la neve da calpestare e gli attrezzi bagnati. Brevi giornate di luce dopo tanta fatica nel trasporto a spalla degli attrezzi necessari. Mi scuote al corrente dei lavori svolti, di come procedeva l'attività. Per trascinare l'enorme affusto nella parte finale dovendolo praticamente sollevare per una decina di metri fino al livello della postazione, hanno costruito un binario con le travi in ferro. L'affusto, mosso dal "tir fort", piano piano è scivolato sull'intelaiatura ancorata saldamente alle rocce, fino ad essere adagiato sulla postazione in attesa di essere completato con le ruote e la bocca da fuoco. Con l'aiuto dei nostri soci volontari è stato sistemato il sentiero di accesso dalle Porte di Danerba. Tre ragazzi del Comitato
caparbiamente con i nostri poveri mezzi avevamo iniziato l'opera di recupero dell'enorme pezzo. Nel luglio 2006, l'elicottero del Nucleo VVFF aveva trasportato a Malga Trivena le scandole per i tetti degli edifici della malga.
Grazie alla disponibilità dell'Amministrazione di Breguzzo, una rotazione di elicottero ci aveva consentito di scaricare alla postazione del cannone un fascio di tubi che gentilmente ci aveva dato Rudi Monfredini. Vedo uno per uno i volti di tutti quei ragazzi che avevamo coinvolto in questi anni a partire dal novembre 2002. Oltre al dai miei pensieri la voce di Rino (uno degli operai della squadra delBIM), per ricordarmi che serviranno ancora alcuni tasselli, un trapano e la saldatrice. Annuisco. Ora posso scendere. Loro non hanno bisogno di niente. Sono perfettamente attrezzati e ormai abbastanza esperti dopo i cantieri del Carè Alto. Giuliano il capo, Massimo con funzioni di vice, Rino, Marino, Daniele, Erik il più giovane e il più forte. E le tre Guide Alpine che li hanno assistiti nelle tre settimane durante i lavori : Andrea, Maurizio e Paolo. Quando a sera scendevano al Rifugio mi mettevano

Estate 2008 - La garritta alla Bocchetta dei Cacciatori dopo l?intervento di recupero
Estate 2008 - La garritta alla Bocchetta dei Cacciatori dopo l?intervento di recupero

Novembre 2002 - Il primo tentativo di recupero del grosso affusto del cannone da 120 mm. da parte
Novembre 2002 - Il primo tentativo di recupero del grosso affusto del cannone da 120 mm. da parte di instancabili volontari Satini Giudicariesi

stata fatta una grossa parte. Potremo sperare in un ritorno delle squadre per continuare questi encomiabili lavori? Un miracolo questa scorsa estate è avvenuto. Non è detto che non possa ripetersi. Un grazie ed un grosso riconoscimento va al nostro Comitato Storico della SAT.
Con cognizione di causa e con passione si sono prodigati in maniera tangibile e con costanza hanno creato un filo diretto con la PAT. Non può mancare un riconoscimento a chi, per la prima volta nella storia delle nostre Giudicarie, ha avuto sensibilità per la tutela di un patrimonio storico inestimabile e unico nel suo genere: la Signora Margherita Cogo
storico della SAT Carè Alto hanno ripristinato le finestre lungo la grossa trincea in granito. Con l'ausilio dell'elicottero sono stati recuperati e deposti alle loro originali postazioni gli altri tre affusti più leggeri. Alla Bocchetta dei Cacciatori hanno fatto un capolavoro. Nella postazione di fucileria la gabbia di sassi e cemento verso la Val di Fumo, quasi completamente svuotata del suo materiale, è stata ricostruita. L'intera "Garritta", il cui rivestimento in legno era stato parzialmente strappato ad opera di ignoti vandali, è tornata come nuova, ripristinata con grosse assi di larice. Ancora tanto resterebbe da fare per la tutela di quell'eccezionale patrimonio storico. Quest'anno è

Estate 2008 - La trincea presso le Porte di Danerba dopo l?intervento alle finestre del muro difensivo
Estate 2008 - La trincea presso le Porte di Danerba dopo l'intervento alle finestre del muro difensivo

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